Questa volta vi parlo di un personaggio che ha vissuto sempre oltre, ha subito il fascino della polvere bianca e della magia nera, sperimentando lo sperimentabile, nella musica come nel sesso. L’artista più imitato al mondo, grazie alla creazione di un proprio stile musicale (glam-rock) e vari personaggi (Ziggy Stardust) che lo ha reso un’icona nel panorama musicale: Mr. David Robert Jones, in arte DAVIDBOWIE nato a Brixton (Londra) l’8 gennaio del ’47.
Incarnazione della rockstar trasgressiva e ambigua, agli inizi degli anni ’70 con i Roxy Music, creò un nuovo stile musicale chiamato “glamour rock”. La sua carriera ebbe inizio nel ’65, in Inghilterra impazzavano Beatles e Rolling Stones, esordì in un gruppo chiamato Lower Third. Nel ’67 uscì la sua prima raccolta di singoli, dopo l’abbandono dei vari gruppi in cui aveva militato.
Pubblica nel ’69 “SPACE ODDITY”, l’album che ha dato a Bowie la fama tanto cercata. Da segnalare la canzone, titolo dell’album, che parlava di un astronauta perso nello spazio, sensazioni “tossiche” delle droghe pesanti che assumeva.
Nel ’71 uscì “THE MAN WHO SOLD THE WORLD”, album controverso, rock decadente, dove Bowie voleva allontanarsi dallo showbiz: il risultato è un autentico capolavoro.
L’anno dopo (’72) pubblico’ “THE RISE AND FALL OF ZIGGY STARDUST AND THE SPIDERS FROM MARS”, un altro grande grande capolavoro, che vendette all’epoca oltre un milione di copie. Nasce il personaggio “Ziggy Stardust”, alieno sulla Terra che caratterizzerà i suoi concerti, sempre più teatrali.
Poi l’anno dopo (’73) è la volta di “ALADDIN SANE”, era l’avventura di Ziggy in America, nuovi panorami, nuove droghe, nuovo sesso, ma non ebbe il successo del precedente e si chiuse l’esperienza con gli Spiders from Mars.
Nel ’74 esce “DIAMOND DOGS”, concept album ispirato a 1984 di Orwell, influenzato dall’incontro con William Burroghs (che gli fu maestro di omosessualità).
L’anno successivo Bowie, si reca in America, cambia rotta verso orizzonti musicali più vasti, soul rhythm and blues, pubblica “YOUNG AMERICAN”, l’hit è “Fame”, scritta insieme a John Lennon.
Nel ’76 esce “STATION TO STATION” dove prosegue il orientamento black, inizia la collaborazione con Iggy Pop. Nel ’77 finisce il suo periodo americano, e inizia quello berlinese, Bowie è affascinato da gruppi tedeschi come i Kraftwerk e Tangerine Dream, inizia il sodalizio con Brian Eno e pubblica “LOW”. Il risultato è una musica angosciante, con testi pessimistici, nasce il punk.
Poi è la volta di “HEROES”, secondo album berlinese, bellissimo, colonna sonora del film “Cristiane F”, esprime tutta l’angoscia della metropoli europea, con lui c’è anche Robert Fripp. Nel ’79 pubblica “LODGER”, ultimo capitolo della trilogia berlinese, sempre con Brian Eno, ma non ebbe il successo dell’irrangiungibile “Heroes”, inizia la discesa e Bowie lascia Berlino.
Nel ’80 firmò un altro grande successo “SCARY MONSTERS”, dove non c’è più Eno, ma resta Fripp e arriva un ospite d’eccezione, Pete Townsend degli WHO. Il disco è un ritorno al futuro, frutto della sua ricerca musicale.
Artista poliedrico, buon pittore, ottimo attore, fu protagonista del film “L’uomo che cadde sulla Terra” (1976), recitò al fianco di Catherine Deneuve in “Miriam si sveglia a Mezzanotte” (1983) e “Furyo” (1983) con R. Sakamoto, senza contare varie rappresentazioni teatrali.
Nell’83 pubblica “LET’S DANCE”, prodotto da Nile Rodgers ex Chic, personaggio di spicco nella musica nera anni settanta. Album commerciale che strizza l’occhio alle classifiche americane, testi d’amore abbastanza inutili, musiche accattivanti: un milione di copie vendute in tre mesi. Poi fu la volta di “TONIGHT” (1984) sulla falsariga del precedente e “NEVER LET ME DOWN” (1987), dove il “Duca Bianco” inizia a mostrare la corda.
Nell ’88 si rende conto del calo e rompe tutto, fonda i Tin Machine, gruppo rock esplosivo, quasi trash e pubblica l’album omonimo. Il secondo episodio di questo gruppo post-punk (1991) è meno convincente del precedente, i Tin Machine si sciolgono.
Poi uscirono successivamente “BLACK TIE WHITE NOISE” (1993), “OUTSIDE” (1995 prodotto da Brian Eno), “EARTHLING” (1997), “HOURS” (1999), “HEATHEN” (2002) e “REALITY” (2003), questi ultimi due lavori segnano la fine musicale del Duca Bianco, dove appare evidente un calo di ispirazione. Recentemente (2004) ha avuto un problema cardiaco durante un tour, che ha contribuito all’allontanamento dalle scene musicali.
Un declino artistico comprensibile di chi ha dato tantissimo alla musica, e non cancella affatto quello che ha saputo costruirenell’arco dei decenni.
Resta e resteràper sempre uno dei più grandi artisti del firmamento mondiale.