Quasi mille studenti hanno affollato il piazzale antistante la sede della Provincia in segno di protesta
L’Italia è, dal dopoguerra, un Paese democratico. Per ‘democrazia’ si intende il potere del popolo, un governo la cui base è la volontà dei suoi cittadini, una nazione fondata sul lavoro e sul rispetto per esso.
E’ questo senso democratico che gli studenti sentono di aver perso. Gli studenti, i docenti, il personale ‘Ata’ non hanno avuto le risposte che si aspettavano dal Governo.
La rabbia per un decreto che sta per incidere nella vita della Scuola sta diventando inarrestabile. Lo sgomento per l’indifferenza dello Stato nei confronti delle richieste e delle proteste dei propri cittadini è ormai altissimo. Questo alla base dell’ondata di scioperi che sta coinvolgendo tutte le città italiane.
Stamani il decreto Gelmini è stato approvato in Senato: 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. Di conseguenza, proprio oggi le proteste in tutta Italia si sono fatte più forti, più accese, meno moderate. Gli studenti hanno alzato la voce! In alcune piazze italiane si è ecceduto superando il limite del buonsenso e ci sono stati diversi arresti. La partecipazione è stata altissima.
Anche Foggia è stata invasa in massa da studenti di tutte le scuole superiori, organizzati in forme di protesta come sit-in o cortei. E’ il segno che sta accadendo qualcosa di grande, di diverso e di più sentito rispetto agli anni precedenti. Certo ci sono molti studenti che strumentalizzano le forme di protesta per avere un giorno di festa in più, ma, infondo, quale ragazzo ama davvero star seduto tra i banchi di scuola. Eppure, dall’inizio dell’anno, ogni forma di sciopero diventa sempre più organizzata, sempre più seguita.
Le contestazioni sono riferite al ritorno al passato, al maestro unico ma soprattutto ai tagli, ai licenziamenti, al trattamento riservato ai nostri ricercatori (costretti ad emigrare nei Paesi del Nord Europa o oltreoceano). Secondo la ‘Rete degli studenti medi’ l’idea governativa che per la Scuola si spenda troppo è una “balla gigantesca”. Meno fondi significherà meno corsi di recupero, meno sostegno, meno ricerca, meno assistenza e, in particolare, meno efficienza!
Così oggi quasi mille studenti hanno affollato il piazzale antistante la sede della Provincia di Foggia inutilmente. Lo Stato non ha dato ascolto agli studenti, ai docenti, alle famiglie venendo meno, secondo i manifestanti, a quello che è il principio fondante di una vera democrazia.
Berlusconi aveva dichiarato che sarebbe andato avanti senza apportare modifiche al decreto. Oggi il decreto Gelmini è diventato legge così com’era stato presentato. La risposta degli studenti e dei docenti è la stessa che aveva fornito il Capo del Governo. Loro non si fermano, loro vanno avanti. Ormai tra Scuola e Governo è rottura. |